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DOCUMENTI DI PRASSI - 31 OTTOBRE 2022

Cari/e tutti/e,


Oggi segnaliamo i seguenti documenti di prassi


Interpello n. 532 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 532 del 31 ottobre 2022

Iper ammortamento – Effettuazione dei cc.dd. “investimenti sostitutivi” -Articolo 1, commi 9-13, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 e articolo 1, comma 35, della legge 27 dicembre 2017, n. 205


Nella Risposta n. 532/2022 l’Agenzia delle entrate ha precisato quanto segue.

- Quesito n. 1. Con riferimento alla “possibilità di fruire dell'iper ammortamento residuo a seguito dell'effettuazione dei descritti ‘investimenti sostitutivi’” si è dell'avviso che “tale fruizione non risulti preclusa”;

- Quesito n. 2. Con riferimento alla “sussistenza, nel medesimo periodo d'imposta, del ‘realizzo a titolo oneroso del bene oggetto dell'agevolazione’, della ‘sostituzione’ del bene e dell'‘attestazione’” si ritiene che “sussistano le condizioni per poter continuare a fruire dell'iper ammortamento, posto che, a tal fine, non assume rilievo la circostanza che lo smontaggio dei Beni Sostituiti dalla linea produttiva avvenga in un esercizio (2022) precedente a quello in cui avverrà la loro ‘rottamazione’ e ‘sostituzione’ con i Beni Sostitutivi (2023)”;

- Quesito n. 3. Con riferimento alle “conseguenze della ‘disconnessione’ dei Beni Sostituiti e l'interconnessione dei Beni Sostitutivi (…) si ritiene che la fruizione dell'iper ammortamento residuo debba essere sospesa nel periodo di tempo intercorrente tra l'interruzione dell'interconnessione dei Beni Sostituiti e l'avvenuta interconnessione dei Beni Sostitutivi.

In altri termini, nel periodo di mancata interconnessione la quota annua di iper ammortamento spettante per i beni in questione dovrà essere proporzionalmente ridotta; la fruizione dell'iper ammortamento potrà riprendere - per l'importo complessivamente pari all'iper ammortamento residuo al momento l'interruzione dell'interconnessione dei Beni Sostituiti - solo nel momento in cui verrà effettuata la ‘nuova’ interconnessione, ossia quella riguardante i Beni Sostitutivi”.



Interpello n. 533 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 533 del 31 ottobre 2022

Riallineamento - Deduzione dell'importo riallineato relativo ad attività immateriali a vita utile definita - Articolo 110, comma 8-ter, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104.


Nella Risposta n. 533/2022 l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di chiarire che “la Customer Relationship oggetto di interpello, qualificata contabilmente dall'Istante come attività immateriale a vita utile definita, non rientra nel perimetro applicativo del comma 8-ter. Pertanto, in coerenza con la modalità di imputazione dell'importo riallineato adottata dalla Società - nel presupposto del rispetto dei princìpi contabili di redazione del bilancio, non sindacabile in sede di risposta ad interpello - l'Istante potrà dedurre ai fini IRES ed IRAP le quote di ammortamento relative all'asset Customer Relationship imputate nel conto economico sulla base della vita utile definita in 20 anni”.


Interpello n. 534 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 534 del 31 ottobre 2022

Riallineamento gratuito per i settori alberghiero e termale – Revoca dell'opzione per il riallineamento oneroso e adesione al regime gratuito - Articolo 6-bis del decreto-legge 8 aprile 2020 n. 23.


Nella Risposta n. 534/2022 l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di precisare che “con riferimento alla possibilità di ‘sostituire’ il riallineamento di cui all'articolo 110 del decreto-legge n. 104 del 2020 con quello gratuito di cui all'articolo 6-bis del decreto-legge n. 23 del 2020”, sulla base di quanto stabilito dal Provvedimento del Direttore dell'Agenzia delle entrate prot. 370046 del 29 settembre 2022, i soggetti che, alla data di pubblicazione del Provvedimento, “abbiano perfezionato l'opzione per detti regimi, in tutto o in parte, pur possedendo i requisiti per aderire alla rivalutazione e/o al riallineamento per i settori alberghiero e termale” possono presentare entro 60 giorni una dichiarazione integrativa per mezzo della quale:

- Revocare “l'opzione per (la rivalutazione e) il riallineamento a titolo oneroso (comma 1)”;

- Ovvero aderire “al regime (della rivalutazione e) del riallineamento gratuito dei settori alberghiero e termale, fermo restando il possesso dei requisiti richiesti dall'articolo 6-bis fin dall'origine”.


Interpello n. 535 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 535 del 31 ottobre 2022

Credito d'imposta per i canoni di locazione degli immobili a uso non abitativo e affitto d'azienda - Attività di commercio al dettaglio – Articolo 4, commi 2 e 2-bis, del decreto legge 25 maggio 2021, n. 73, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 luglio 2021, n. 106


Nella Risposta n. 535/2022 l’Agenzia delle Entrate ha avuto modo di precisare che:

- In linea generale “le imprese esercenti ‘attività di commercio al dettaglio’ beneficeranno del credito d'imposta: - ai sensi del comma 2, allorché abbiano conseguito, nel periodo d'imposta 2019, ricavi non superiori a 15 milioni di euro; - ai sensi del comma 2-bis, allorché abbiano conseguito, nel periodo d'imposta2019, ricavi superiori a 15 milioni di euro”;

- Tuttavia, stante la possibilità – riconosciuta dalla risposta n. 102/E del 2021 – di “enucleare l'attività di commercio al dettaglio dal complesso dell'attività svolta dall'impresa (…) si ritiene che, nel caso di specie, la società istante possa beneficiare del credito d'imposta di cui al comma 2 dell'articolo 4 del decreto legge n. 73 del 2021 allorché(…) dall'attività di commercio al dettaglio (sempreché autonoma sotto il profilo contabile, amministrativo ed economico-gestionale rispetto all'attività principale) siano derivati - nel secondo periodo d'imposta antecedente a quello di entrata in vigore del decreto stesso (ovvero nel periodo d'imposta 2019) - ricavi non superiori a 15 milioni di euro”.

Resta fermo che la società istante non potrà usufruire del credito d'imposta di cui al comma 2 con riferimento ai canoni versati per i locali condotti in virtù di contratti di locazione/affitto d'azienda, allorché in tali locali non sia svolta l'attività di commercio al dettaglio”.


Interpello n. 536 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 536 del 31 ottobre 2022

Crediti di imposta per le imprese energivore e gasivore - Trasferimento al consolidato fiscale - Articolo 9 del decreto legge 21 marzo 2022, n. 21, convertito, con modificazioni, dalla legge 20 maggio 2022, n. 51 e articolo15.1 del decreto legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25


Nella Risposta n. 536/2022 l’Agenzia delle Entrate, con riferimento alla possibilità di cedere i crediti d’imposta energetici all’interno del regime di consolidato fiscale nazionale e alle modalità, requisiti e limiti con cui la consolidante può acquisire detti crediti dalle proprie consolidate, ha chiarito quanto segue.

- “le società consolidate potranno trasferire al consolidato facente capo alla stabile organizzazione della Alfa S.A., ai fini della compensazione con l'IRES del gruppo e per la parte non eventualmente utilizzata dalla società partecipante per l'assolvimento di altri tributi, i crediti d'imposta oggetto del presente interpello, ai fini della loro compensazione con l'imposta sul reddito delle società dovuta dalla consolidante, senza che tale trasferimento configuri una cessione delle predette agevolazioni”;

- “le società consolidate possono trasferire i propri crediti d'imposta alla fiscal unit anche in modo parziale, ai soli fini della compensazione con l'IRES del gruppo. La parte residua delle agevolazioni in questione potrà essere utilizzata in compensazione dalle stesse società consolidate ma non potrà essere ceduta ad altri soggetti, dal momento che si tratterebbe di una cessione parziale, preclusa dalla legge”;

- “non c'è l'obbligo, per le società consolidate, di richiedere il visto di conformità dei dati relativi alla documentazione che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto ai crediti d'imposta”;

- “non c'è l'obbligo, per le società consolidate, di comunicare la cessione dei crediti d'imposta con le modalità previste dal provvedimento del direttore dell'Agenzia delle Entrate prot. 253445/2022 del 30 giugno 2022”;

- “la consolidante non può cedere i crediti d'imposta trasferiti, in tutto o in parte, dalle proprie partecipate a soggetti terzi – siano essi ‘qualificati’ o meno”.


Interpello n. 537 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 537 del 31 ottobre 2022

Credito d'imposta per investimenti in beni strumentali nuovi - Momento di effettuazione dell'investimento - Articolo 1, commi 184-197, della legge n.160 del 2019 e articolo 1, commi 1051-1063, della legge n. 178 del 2020


Nella Risposta n. 537/2022 l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che nell’ipotesi in cui i fornitori di un bene strumentale nuovo siano tenuti ad effettuare:

- “a seguito della consegna del bene, un ‘test di funzionamento’, allo scopo di verificare la rispondenza del macchinario ai requisiti tecnici concordati con il cliente e il buon esito del funzionamento, che porta all'emissione di un certificato di accettazione ‘preliminare’ (‘Preliminary Acceptance Certificate’ o ‘PAC’)”;

- “dopo l'avvio del macchinario, ed entro una certa scadenza, un ‘test di prestazione’, che si concretizza nella sottoscrizione di un certificato di ‘perfezionamento’ (‘Final Acceptance Certificate’ o ‘FAC’)”;

il test di ‘perfezionamento’ sembra non costituire un test decisivo ai fini della ‘certezza’ del sostenimento del costo, ma risponde ad una esigenza di garanzia rispetto ad eventuali anomalie di lieve entità non individuate all'atto del ‘test di funzionamento’.

Pertanto, al di là del nomen utilizzato dalle parti negli atti, si ritiene che il costo, ai fini agevolativi, possa considerarsi ‘sostenuto’ già alla conclusione del procedimento relativo al ‘test di funzionamento’ (‘Preliminary’ Acceptance Test) e alla contestuale sottoscrizione del PAC (‘Preliminary’ Acceptance Certificate)”.


Interpello n. 538 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 538 del 31 ottobre 2022

Crediti d'imposta per le imprese energivore. Modalità di calcolo dell'agevolazione - Articolo 15 del decreto legge 27 gennaio 2022, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2022, n. 25 e articolo 4 del decreto legge 1° marzo 2022, n. 17, convertito, con modificazioni, dalla legge 27 aprile 2022, n. 34


Nella Risposta n. 538/2022 l’Agenzia delle entrate ha chiarito quanto segue.

- Quesito n. 1. Con riferimento alle modalità di determinazione della quota di energia rimasta “a carico” dell'impresa su cui applicare le percentuali del credito d’imposta di cui al decreto legge n. 4/2022, l’Agenzia delle Entrate ha chiarito che “Il legislatore, dunque, ha posto alla base del calcolo delle agevolazioni la sola quantità di energia elettrica acquistata e rimasta in carico alle suddette imprese che non potranno, pertanto, beneficiare dei crediti d'imposta in esame relativamente alle spese sostenute per la componente energetica acquistata e venduta a soggetti terzi.

Pertanto, avuto riguardo al caso di specie, la spesa su cui la società istante potrà applicare la percentuale di legge sarà quella relativa alla quantità di energia acquistata per uso proprio”.

La circostanza di tener conto, ai fini del calcolo della spesa effettiva, anche del prezzo di rivendita non trova riscontro nel dato normativo, in quanto il suddetto prezzo riguarda una componente (i.e. la quantità di componente energetica non utilizzata dalla società istante) che resta esclusa dal calcolo del beneficio. Quest'ultimo ha, infatti, ad oggetto la sola componente acquistata e rimasta in carico alla società istante. Pertanto, la spesa alla quale applicare la percentuale di legge è data dalla quantità di energia acquistata, al netto di quella rivenduta, moltiplicata per il prezzo medio di acquisto per kWh”.

- Quesito n. 2. Con riferimento alle spese relative ai corrispettivi di dispacciamento dovuti dalla società istante al gestore di rete “si evidenzia che le stesse - sempreché relative all'energia elettrica acquistata e consumata dalla società istante nei primi due trimestri del 2022 - concorrono alla determinazione della base di calcolo dei crediti d'imposta di cui agli articoli 15 del decreto legge n. 4 del 2022 e 4 del decreto legge n. 17 del 2022allorché possano considerarsi sostenute, secondo i criteri di cui all'articolo 109 del TUIR, nei primi due trimestri del 2022 e il loro sostenimento sia documentato mediante il possesso delle fatture di acquisto”.

Resta fermo che la società istante non potrà beneficiare delle agevolazioni in esame in relazione alle spese fatturate successivamente al 31 dicembre 2022, termine entro il quale, ai sensi dell'articolo 9, comma 1, del decreto legge n. 21 del 2022, i crediti d'imposta sono utilizzabili”.


Interpello n. 539 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 539 del 31 ottobre 2022

Principio di inerenza - Premi incentivanti e inerenza degli stessi all'attività di impresa - Articolo 109, comma 5, del TUIR


Nella Risposta n. 539/2022 l’Agenzia delle entrate ha chiarito che gli incentivi erogati una tantum all’amministratore delegato e al dirigente apicale di una Società al momento della realizzazione di determinate operazioni societarie “rappresentano un costo sostenuto dalla società istante al fine di garantire all'amministratore delegato e al dirigente apicale della Alfa S.p.A. una remunerazione integrativa per i servizi resi, con la conseguenza che l'onere trova causa direttamente nel rapporto di lavoro in essere con la società istante, cui i predetti soggetti sono legati in modo esclusivo”. Inoltre “nonostante la circostanza che il diritto alla percezione degli incentivi dipenda dal perfezionamento dell'Operazione di vendita da parte dei Soci dell'intero pacchetto azionario della Alfa S.p.A., non può negarsi la correlazione tra il costo sostenuto dalla società istante e l'esercizio della sua attività”.

Si ritiene, pertanto, di poter concordare con Alfa S.p.A. in ordine al riconoscimento fiscale dei costi sostenuti in relazione agli accordi di incentivazione descritti, non difettando l'inerenza degli stessi all'attività di impresa”.


Infine “si ritiene che i costi corrispondenti ai premi incentivanti assumano rilevanza nella determinazione del valore della produzione netta limitatamente alla quota parte di essi riferibile al costo del personale assunto con contratto di lavoro a tempo indeterminato, ovvero soltanto per la parte riferibile al dirigente apicale”.


Interpello n. 540 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 540 del 31 ottobre 2022

IVA - Utilizzo del plafond di esportatore abituale maturato nell'ambito di operazioni triangolari intracomunitarie - art. 8 D.P.R. n. 633 del 1972 e artt. 40 e 41 D.L. n. 331/93


Nella Risposta n. 540/2022 l’Agenzia delle entrate ha precisato che “si è dell'avviso che, in merito alle modalità di utilizzo del plafond da parte del cessionario/promotore della triangolazione comunitaria, non sia ravvisabile nessun trattamento differenziato connesso allo Stato in cui i soggetti coinvolti nell'operazione sono stabiliti o identificati ai fini IVA, ovverosia connesso alla circostanza che nella triangolazione comunitaria, come quella oggetto di interpello, il soggetto promotore sia l'unico soggetto passivo identificato in Italia e, dunque, l'unico a poter fruire del plafond maturato per effettuare acquisti in Italia senza applicazione dell'imposta”.


Interpello n. 541 del 31 ottobre 2022
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Risposta ad interpello n. 541 del 31 ottobre 2022

IVA indetraibile - Indeducibilità dell'onere corrispondente all'IVA divenuta indetraibile a seguito di accordi conciliativi - Articolo 99 del TUIR


Nella Risposta n. 541/2022 l’Agenzia delle entrate ha precisato che “si ritiene che non possa essere riconosciuta alla società istante la deducibilità, ai fini IRES ed IRAP, del costo corrispondente all'IVA divenuta indetraibile e dalla stessa versata all'Erario in esecuzione degli accordi conciliativi” in quanto “si è in presenza di componenti che non rappresentano un fattore produttivo dell'attività del soggetto istante. Peraltro, la loro deduzione non risulterebbe coerente col contesto generale in cui gli stessi sono maturati e con le conseguenze che la condotta del contribuente ha generato, in termini di debenza dell'imposta, nel sistema”.

Per quanto riguarda gli interessi passivi versati dalla società istante in esecuzione degli accordi conciliativi “essi sono integralmente deducibili sulla base delle regole generali di deducibilità del reddito d'impesa nel periodo d'imposta (…) in cui sono stati sottoscritti gli accordi conciliativi che ne hanno previsto il pagamento”. Dal momento che detti interessi “non derivano da operazioni aventi ‘causa finanziaria’, essi saranno deducibili (…) anche ai fini IRAP sempreché classificati -secondo corretti principi contabili - in una voce del conto economico del bilancio di esercizio rilevante nella determinazione della base imponibile del tributo regionale”.












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